Chi ascolta chi? E cosa?

In questo periodo storico così delicato la comunicazione tra il mondo di chi parla e il mondo di chi ascolta è un’impresa sempre più rischiosa. Una comunicazione sbagliata provoca giudizi, equivoci, malintesi e antipatie.

Quante volte al giorno ci capita di affrontare conversazioni in cui ci sembra di parlare a vuoto, oppure ci capita di non riuscire a terminare una frase perché veniamo interrotti o, viceversa, troviamo che l’interlocutore ci metta troppo per arrivare al punto?

Frasi del tipo “Non ci capiamo, ho spiegato tutto per filo e per segno ma hai capito tutt’altro”, “dici una cosa e ne fai un’altra”, “io non ho detto questo, sei tu che fraintendi”, sono sempre più ricorrenti e provocano irritazione e separazione.

Tutti sappiamo quanto sia importante ascoltare e pochi lo facciamo con metodo. Se avvertiamo “a pelle” che una persona ci sta capendo, noi restituiamo fiducia. Se avvertiamo che ci sta giudicando, alziamo le difese. Lo stesso accade a parti invertite e tutto ciò provoca stereotipi, pregiudizi e giudizi. Raramente ci focalizziamo sull’ascolto di noi stessi, sul dialogo interiore da cui dipende una efficace comunicazione con l’altro.

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